Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Ghirardi, esempio virtuoso

Il pezzo migliore della settimana l’ha scritto Andrea Tundo per “Il Fatto Quotidiano”.  Titolo: “Quando Tavecchio nel 2013 premiava Ghirardi come miglior dirigente”.  Lo ripropongo, almeno in parte,  con una duplice finalità. La prima: farlo conoscere ai lettori di “Sprint e Sport” , perché non tutti leggono “Il Fatto”. La seconda: segnalarlo all’ufficio stampa della Federcalcio che ha deciso di non mettere più in rassegna il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Tommaso Ghirardi  fu premiato nella categoria “dirigente di società professionistica” nella settima edizione de “Le Ali della Vittoria”, premio istituito dall’allora presidente della Lega Dilettanti, Carlo Tavecchio. Impegnativa la motivazione che incoronava Ghirardi: “Giovane e intraprendente dirigente sportivo che sa coniugare dinamismo e razionalità per una gestione virtuosa del proprio club. Animato da grande passione, ha rappresentato una delle più felici novità sul panorama calcistico italiano degli ultimi anni”. A parte la frase zoppicante, perché si dice NEL panorama e non SUL panorama, c’è da domandarsi cosa stessero a fare, già due anni fa, Carlo Tavecchio e i suoi sodali in consiglio federale se non a scaldare la sedia. Il “Sole 24 ore” racconta infatti come il club di Ghirardi  fosse travolto da un debito cavalcante fin dal primo anno della gestione dell’imprenditore bresciano, “aumentando del 1.200 per cento tra il 2007 e il 2014”. Ora c’è qualcosa di incongruente se Ghirardi, insieme a Leonardi, è indagato per bancarotta fraudolenta e Tavecchio è presidente della Federcalcio. Qualcuno deve avere sbagliato i calcoli e non propriamente di poco. Intanto, per non fare saltare i 30 milioni di contributo alla Lega di A, il Parma è tornato a giocare con l’elemosina di 5 milioni pareggiando per 0-0 in casa con l’Atalanta. Non era necessario cambiare allenatore per fare un punto contro una squadra fallita e abbandonata dai dirigenti (ha ragione Alessandro Melli  ad accusare Ghirardi e Leonardi di essersi comportati come Schettino). Ma Percassi credeva che Reja fosse meglio di Colantuono e l’ha fatto. 

Print Friendly and PDF
  Scritto da Giancarlo Padovan il 10/03/2015
Tempo esecuzione pagina: 0,05322 secondi