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Parma, tra macchiette e forzature

Chi si deve vergognare di più mentre il Parma sprofonda tra rinvii inspiegabili e personaggi improbabili? Il non più giovane Tavecchio, conscio che affrontare il restante campionato di serie A con una squadra in meno sarebbe uno sconcio, prova a guadagnar tempo. E, per la seconda volta in una settimana, decide che la partita del Parma non si disputi. Se non proprio un arbitrio, quantomeno siamo di fronte ad una forzatura. Infatti, nel caso in cui un club non abbia i soldi per aprire il proprio stadio o per fare una trasferta, deve essere sanzionato con la sconfitta a tavolino. Questo dicono le regole. Non c’era, dunque, nessuna giustificazione per accettare quello che ha fatto Tavecchio. Se non la coda di paglia del medesimo. Quando il Parma verrà estromesso dal campionato diventerà inevitabile constatare che la Lega di Beretta (vicepresidente vicario della Figc) non ha vigilato e che la Federcalcio (presidente Tavecchio, appunto) ha iscritto alla serie A un club privo dei requisiti necessari. Viene da chiedersi cos’abbia detto e segnalato la Co.vi.soc, l’organo di controllo amministrativo sui club, e di chi sia la responsabilità maggiore. Nelle ultime ore tutti sembrano aver capito che Ghirardi e Leonardi non possono avere fatto tutto da soli. Naturalmente sono i primi responsabili del dissesto e, in caso di bancarotta fraudolenta, la vicenda, per loro, potrebbe avere sviluppi assai sgradevoli. Non serve, quindi, accanirsi sulla coppia più di quanto abbiano fatto i tifosi  (Leonardi, tra l’altro, sta già pagando rimettendoci in salute).  Taci ha fatto finta di aver capito male (ma in Albania, dove  la considerazione del soggetto è ridottissima, sapevano dall’inizio che non se ne sarebbe fatto nulla), Manenti prosegue la personalissima collezione di figuracce. Preso il club a un euro, avrebbe dovuto accollarsi i debiti. Il suo metodo è mentire ad oltranza. Il suo motto: “Il bonifico è fatto i soldi sono per strada”. Sabato, dopo che perfino quel credulone del sindaco Pizzarotti si era arreso (“Manenti non è credibile”), gli è stata sequestrata la macchina per 1.900 euro di multe non pagate. Bisognava arrivare a questo per capire chi era?

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  Scritto da redazione_piemonte il 03/03/2015
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