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Leo e Cristiano: così uguali, così diversi

Ronaldo e Messi: due fenomeni, uno diverso dall’altro anche per il loro modo di essere e di apparire. Cristiano ha un fisico scultoreo, è bello, elegante, statuario, sembra un divo del cinema, è viziato, coccolato e borioso. Leo Messi non ha nulla della classica primadonna, è un nanerottolo minuto e gracile, apparentemente fragile, un ragazzo semplice senza grilli per la testa. Madre natura, forse, per legge di compensazione lo ha dotato di un talento innato che lo ha fatto salire tra i grandi campioni del presente e del passato.

Di Cristiano Ronaldo hanno scritto: «Il personaggio si sovrappone al campione. Paga i modi da divo viziato e l’immagine altezzosa». E’ sfrontato e arrogante. Mentre passeggiava sulle rive del Senna con la sua coorte infastidito dalle insistenti domande di un telecronista gli ha strappato il microfono e lo ha gettato nel fiume. Ronaldo è un narcisista e un perfezionista, un maniaco della forma fisica, il primo ad iniziare gli allenamenti e l’ultimo ad andarsene. Caratteristiche tipiche degli insicuri e di chi ha avuto carenze d’affetto.

Messi non è un leader, è introverso, silenzioso e particolarmente emotivo (le sue ricorrenti crisi di pianto dopo deludenti prestazioni sono la riprova della sua ipersensibilità e fragilità). Di Leo Messi hanno testualmente detto: «Piccolo, esile, sgraziato: rispetto a CR7 è la rivincita del fisichino sul palestrato». E ancora: «Ronaldo segna tanto, ma pure Messi è un cecchino implacabile». Roberto Saviano scrive: «Messi con quel suo corpicino, con quei suoi piedi piccoli, quelle gambette, il piccolo busto, tutti i suoi problemi di crescita, non potrebbe giocare nel calcio moderno tutto muscoli, massa e potenza. Solo che Messi non lo sa. Ed è per questo che è il più grande di tutti».

Nel calcio il criterio selettivo si basava principalmente sulla struttura fisica. Messi è la rivincita dei piccoli sui giganti. Certo, la Pulce ha un talento che fa la differenza. Oggi la tecnica, la corsa e le doti atletiche sono fondamentali. Leo è stato uno degli interpreti principali del calcio moderno, l’iniziale “tiqui-taca” di Guardiola ha contribuito in maniera sostanziale a evidenziare le sue doti di palleggiatore anche negli spazi stretti. E qui è doverosa una precisazione: se Messi è primo attore, i compagni di cordata Iniesta, Xavi, Busquets, Neymar, Suarez sono stati determinanti nella costruzione di un team spettacolare che ha realizzato gol a grappoli.

L’organizzazione in una grande squadra è imprescindibile. Proprio l’Argentina di Messi nonostante una rosa di giocatori del calibro di Higuain, Di Maria, Aguero, Lavezzi, Lamela, Mascherano, Banega, Bigliaper la seconda volta consecutiva è stata sconfitta dal Cile nella finale di Coppa America. Leo ha addirittura sbagliato un rigore. Nelle ultime quattro edizioni dei tornei mondiali (3 Coppa America, 1 Mondiale) l’Albiceleste è sempre stata superata in prossimità del traguardo. Un altro fenomeno, Zlatan Ibrahimovic, non è riuscito a incidere sui risultati della Svezia che è stata eliminata.
Nessuno osa mettere in discussione le qualità di Messi e Ronaldo. Non è un rigore sbagliato che rovina la carriera o cambia il giudizio su un campione. Franco Baresi e Roberto Baggio sono tra gli immortali del calcio, eppure anche loro nella finale Mondiale del 1994 contro il Brasile sbagliarono, consentendo ai carioca di laurearsi campioni del Mondo.

Messi è un maestro del palleggio, ha velocità di pensiero che gli permette di prevedere le mosse degli avversari, è abilissimo nell’infilarsi nei pertugi delle difese avversarie. Ronaldo è tecnicamente fortissimo, a tratti incontenibile. Più variegato il repertorio di Messi, più potente e abile soprattutto nelle conclusioni aeree Ronaldo. I numeri aggiornati. Messi in 531 presenze ha segnato 453 gol. Nell’Argentina: 112 presenze, 55 gol. Assist complessivi: 214. Nella stagione appena terminata ha disputato 49 partite, segnato 41 gol e 26 assist. Ronaldo in 671 partite ha segnato 487 gol. Nel Portogallo 130 presenze, 60 gol. Totale di assist: 181. Col Real Madrid nel 2015/16: 48 partite con 51 gol e 15 assist.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 12/07/2016
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